La Sorella Minore di Catherine Austen Hubback

Loro hanno imparato a dimenticare, io ho dimenticato di imparate. Non fa molta differenza.

La sorella minore, C. Hubback

La sorella minore di Catherine Hubback è un libro come tanti, all’apparenza, ispirati al mondo della Austen e alla sua epoca. Ma si cambia subito idea quando si scopre che l’autrice in realtà è nipote di Jane Austen e che con questo romanzo (in tre volumi) narra la storia dei Watson, un testo di cui la zia aveva abbozzato solo i primi cinque capitoli nel 1804 senza riuscire a completarlo.

L’autrice

Catherine Anne Austen Hubback nacque nel 1818, l’anno successivo alla morte di Jane Austen. Fin da quando era piccola, lesse e amò gli scritti della zia, ma solo quando il marito perse il suo ruolo politico cominciò a scrivere per sostenere la sua famiglia. Pubblicò “La sorella minore” nel 1850 in tre volumi, suddivisione presentata anche dalla Vintage Editore che si occupata della stesura del volume che ho letto.
Morì il 25 febbraio 1877 in Virginia.

Continua a leggere La Sorella Minore di Catherine Austen Hubback

Il teatro antico: la culla della tragedia

In occasione della giornata mondiale dedicata al teatro, mi piacerebbe ripercorrere con voi la storia del teatro Greco antico, in particolare parlando della tragedia, il genere che nacque proprio ad Atene.

Foto del teatro greco di Epidauro

Il genere più famoso: la tragedia

Sicuramente tra i greci molteplici erano i generi letterari, l’epica, la poesia (lirica, elegiaca, melodica…), la commedia e il dramma satiresco; ma l’unico genere che siamo certi che sia nato propria ad Atene nel V. sec. A. C. fu la tragedia.

Essa indagava i grandi temi esistenziali: dall’etica alla politica, dalla giustizia alla morale, ripercorrendo molto spesso le vicende del mito, ma nono solo; un’eccezione in questo senso è rappresentata da Frìnico, predecessore di Eschilo, che si occupò di episodi storici nelle sue tragedie, come la conquista di Mileto. Anche Eschilo compose un dramma storico: I Persiani.

I poeti tragici

Il poeta tragico era, ed è tutt’ora, un educatore della città, come lo erano i filosofi e i poeti dell’epica, perché era in grado di definire valori e modelli di comportamento comunitari e metterli in scena per insegnarli a tutti gli spettatori.

Continua a leggere Il teatro antico: la culla della tragedia

Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate: l’Inferno dantesco

“Per me si va nella città dolente,
per me si va nell’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina potestate,
la somma sapïenza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterna duro.
Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.”

Inferno, Canto III, v. 1-8

Caro lettore oggi ti parlerò  dell’Inferno della Divina Commedia del sommo poeta, Dante Alighieri. Dato che esistono moltissimi volumi e siti che spiegano in modo teorico la Divina Commedia, ho deciso di ricostruirla attraverso le citazioni più famose e significative di tutta l’opera.

Chi è l’autore?

Prima di immergerci nella selva buia e oscura insieme a Virgilio, conosciamo meglio Dante!

Il poeta nacque a Firenze nel 1265 in una famiglia agiata. Poco si conosce sulla sua formazione, probabilmente fece come molti suoi coetanei: prese lezioni da un grammatico per imparare i rudimenti linguistici e le arti liberali (teologia, filosofi, fisica, astronomia oltre a dialettica, grammatica e retorica).

Continua a leggere Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate: l’Inferno dantesco

Abafi: il primo romanzo storico ungherese

“𝐷𝑒𝑣𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜, 𝑑𝑒𝑣𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖𝑒𝑐𝑖? 𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎?»
«𝐼𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜, 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜, 𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑜» 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑒 𝐴𝑏𝑎𝑓𝑖, 𝑠𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑔𝑛𝑜 𝑠𝑢𝑙 𝑡𝑎𝑣𝑜𝑙𝑜”

Abafi, Miklós Jósika

Abafi di Miklós Jósika, pubblicato in Italia per la prima volta nel 2020 da Ali Ribelli, è il primo romanzo storico ungherese, oltre che un classico poco conosciuto dell’Europa orientale.

L’autore

Miklós Jósika nacque in Pannonia nel 1794 in una famiglia benestante, suo padre era barone.
Studiò legge e si arruolò nella cavalleria austriaca contro l’esercito napoleonico.
Alcuni anni dopo si impegnò in politica e scrivendo, tutte attività che fede fino alla sua morte, nel 1864.

Mentre in Europa Mary Shelley aveva concepito Frankenstein e Jane Austen tratteggiava la vita delle signorine Bennet, Jósika fu probabilmente influenzato da Ivanhoe di Walter Scott, padre del romanzo storico. Da qui prese ispirazione per scrivere la prima e la più importante delle sue opere, soprattutto novelle romantiche.

L’opera

Abafi fu pubblicato per la prima volta a Budapest nel 1836. Continua a leggere Abafi: il primo romanzo storico ungherese

Dieci lezioni sui classici

Dieci lezioni sui classici è il titolo del libro di Piero Boitani, un viaggio di dieci tappe per riscoprire la letteratura greca dalle sue origini, fino alla sua massina evoluzione e l’arrivo degli autori latini.

L’autore

Piero Boitani, classe 1947, è professor emerito di Letterature comparate all’Università di Roma La Sapienza. Ha scritto diversi libri, inutile dire che sono finiti tutti nella wishlist dopo aver letto questo testo:

  • L’ombra di Ulisse
  • Sulle orme di Ulisse
  • Il grande racconto delle stelle
  • Ovidio, storie di metamorfosi

L’opera

Sebbene tutti e dieci i capitoli siano super interessanti, vi parlerò approfonditamente solo di quelli che mi sono piaciuti di più!

Dieci lezioni sui classici, Piero Boitani ediz. Il Mulino

Capitolo 1

Il poema della forza e della pietà: l’Iliade

La prima lezione di questo viaggio ha risvegliato in me il desiderio di rileggere l’Iliade, conscia di nuovi elementi a cui prestare una particolare attenzione. Continua a leggere Dieci lezioni sui classici

Amore e morte: la tragedia di Ippolito

ARTEMIDE:
Cose terribili hai fatto: e tuttavia puoi ancora ottenere perdono. Cipride infatti volle che tutto questo accadesse, placando così la sua collera. Questa è la legge per gli dei: nessuno vuole opporsi al desiderio di un altro, e ce ne asteniamo sempre.

Ippolito, Euripide

Nella tragedia di Ippolito c’è amore, morte, disperazione e dubbio. Come molte altre tragedie euripidee, non sarà facile attribuire un giudizio e schierarsi. Di seguito trovi la trama, i temi legati ai personaggi principali e un mio commento finale. Buona lettura!

TRAMA

Ippolito è una tragedia greca scritta da Euripide intorno al 428 a. C. e fu rappresentata per la prima volta ad Atene in occasione delle Grandi Dionisie.

Ippolito è figlio di Teseo, re di Atene, e della regina delle Amazzoni; è un giovane molto spirituale, lontano dalle passioni terrene, dedito alla caccia e alla dea Artemide. Afrodite, infatti, è l’unica dea a non essere venerata da Ippolito e per questo ella cerca di punirlo così: la dea scatena in Fedra, seconda moglie di Teseo e matrigna di Ippolito, un’insana passione per il giovane. Continua a leggere Amore e morte: la tragedia di Ippolito

I gatti in letteratura: da Erodoto a Genki

In occasione della giornata mondiale del gatto, ho pensato che sarebbe bello andare alla scoperta di libri e storie che abbiano come protagonisti queste creature meravigliose e scoprire come sono cambiate nel corso dei secoli.

Gli antichi

Tutti sappiamo che gli Egizi adoravano i gatti come delle divinità vere e proprie. Furono i primi che li addomesticarono con lo scopo di impiegarli per cacciare ed uccidere ratti, serpenti e scorpioni; così facendo i gatti diventarono i protettori delle case e dei raccolti. In un secondo tempo divennero anche simbolo di fertilità.

Gli egizi erano così legati a questi animali che, nelle Storie di Erodoto (il primo reporter della storia), si narra di un episodio molto singolare durante la battaglia tra egizi e persiani, dove i gatti fecero la differenza.
I persiani affrontavano il loro nemico, ma con scarsi risultati: gli egizi, infatti, erano più forti e stavano per battere definitivamente gli avversari. Ma Cambise, ingegnoso comandante dell’esercito persiano, giocò d’astuzia: fece legare agli scudi dei suoi soldati dei gatti vivi. Gli avversari, per non fare male agli animali sacri, si arresero e così i persiani vinsero. Continua a leggere I gatti in letteratura: da Erodoto a Genki

A lezione di storia con Tolstoj e Gallenga: la campagna di Russia

Storia era una delle materie preferite sin da piccola. Quando arrivai al liceo incontrai un docente che mi fece appassionare ancora di più, per poi finire il triennio con una professoressa soporifera, che sussurrava le lezioni di storia e filosofia, quasi come per sfidarci ad ascoltare ciò che spiegava, più che capirlo. Sembrava fosse un segreto che voleva tenersi per sé.

Mi sono sempre chiesta perché a scuola si studia la storia su manuali aridi, con foto e riproduzione di un’epoca accompagnate da striminzite descrizioni, fiumi di date e pagine di nomi di concili, guerre, papi e sovrani da imparare rigorosamente a memoria.

Che ne era delle persone normali? Come vivevano quegli eventi straordinari? Mi sarebbe piaciuto studiare storia attraverso libri di narrativa che, con un pizzico di finzione, descrivessero abitudini e modi di vivere delle persone comuni. Perché la storia è fatta da ognuno di noi.

È bello anche studiare storia mettendo a confronto due facce di una stessa medaglia, leggendo due libri che narrano lo stesso fatto ma da prospettive diverse.
Ed è proprio quello che vorrei fare oggi: raccontarti la campagna di Russia con due sguardi diversi.
Da un lato il grande classico di Tolstoj, Guerra e Pace.
Dall’altro L’ultimo soldato di Napoleone di Celso Gallenga, il diario di un soldato piemontese che si unì a Napoleone e sostenne la sua causa anche dopo la morte.

Tolstoj e Gallenga

Il fronte russo

Riportare qui tutto ciò che accade durante la campagna di Russia descritto in Guerra e Pace sarebbe noioso per te e logorante per me. Per questo, mi limiterò a riportare solo una parte delle vicende, quella che mi aveva colpito maggiormente durante la lettura.
In Guerra e Pace, la campagna di Russia è descritta attraverso gli occhi di molti personaggi: il comandante Kutuzov, il principe Andréi, il conte Pierre, Nikolaj Rostov e il suo amico Denisov. Continua a leggere A lezione di storia con Tolstoj e Gallenga: la campagna di Russia

Il tema della morte in Leopardi

So che cosa stai pensando: “Ma che roba noiosa e alienante! Già siamo rinchiusi in casa a causa di questo maledetto Covid, se poi devo leggere anche una roba che mi deprime è la fine”.
Credimi, sono d’accordo con te. Ma questa lettura, più che deprimerti, ti farà riflettere.

Il tema della morte in Leopardi è il titolo del saggio scritto da Manuel Omar Triscari edito Altromondo Editore. Obiettivo è quello di studiare l’evoluzione e le innumerevoli sfaccettature del pensiero leopardiano sulla morte. Continua a leggere Il tema della morte in Leopardi

Brumilde: la caduta dell’Impero Romano d’Occidente

Si disperò, imprecò l’ottusità degli uomini, che s’innamorano e s’inorgogliscono di traguardi meschini, che lo fanno per cose brutali, violente, non per fini nobili.

Brumilde, Lidiano Balocchi

Com’è potuto succedere che un impero così forte e inarrestabile come quello romano sia caduto?
La sua potenza e la sua grandezza erano conosciute ovunque nel mondo antico.
Quale crisi, quale causa ne ha scatenato il crollo?
Forse i barbari erano più forti? Oppure i romani erano diventati deboli?

In realtà i romani persero la loro unità. Continua a leggere Brumilde: la caduta dell’Impero Romano d’Occidente